Ho smesso di seguire il calcio quando avevo 11 anni: era il 5
maggio 2002, ero interista, il mio mito era Ronaldo; il trauma fu tale che
smisi di seguirlo. Più avanti con gli anni, iniziai a considerarlo soltanto
"uno sport dove 22 milionari in pantaloncini inseguono una palla". Mi
sono ricreduto nel 2014, l'anno della Copa do Mundo Fifa in Brazile.
L'occasione non è stata il mondiale in sè, ma l'uscita, a del libro "Ladri di Sport", di Ivan
Gorzny e Mauro Valeri. Il primo, in particolare, è venuto a Novara a presentare
il libro in un evento organizzato dai ragazzi dell'associazione Lucha Libri.
Il saggio è in realtà composto da undici racconti (non so
quanto sia casuale la scelta del numero) e parte appunto dai Mondiali in
Brasile per descrivere gli interessi economici (di pochi) e i problemi sociali
(di molti) che questo evento si porta dietro.



