12 aprile 2010

Viaggio nei festival estivi - Italia Wave, Livorno

Un giorno in più per Italia Wave Love Festival 2010: dal 21 al 25 luglio cinque intense giornate di grande musica dal vivo con tre band in data unica e un'esclusiva estiva. Approdano a Livorno gli Underworld, pionieri della musica elettronica moderna che con Born Slippy in Trainspotting sono diventati la colonna sonora di un'intera generazione, i Faithless, profeti e guru della dance che ritornano dopo il grandissimo successo di ‘God is a dj' con un attesissimo nuovo album ed i Groove Armada con il fresco di stampa Black Light dal vivo con il nuovo spettacolo tra rock ed elettronica.
Ed ancora da Chicago gli Ok go!, resi celebri dai videoclip autoprodotti a basso costo grazie ai quali hanno scalato le classifiche americane ed europee diventando un vero fenomeno in rete v incendo il YouTube Video Awards, parodiati anche dai Simpson e con un nuovo lavoro uscito a gennaio: "Of the blue colour of the sky". E sempre dalla vette delle classifiche l'attesissimo ritorno in Italia dei beniamini della neo-wave inglese, gli Editors, che con l'ultimo disco ‘In this light and on this evening' si confermano una delle band più innovative del panorama rock internazionale.
Vanno ad aggiungersi alla programmazione di Medwave, il progetto musicale dedicato al Mediterraneo che si svolgerà la prima serata del festival (21 luglio) con la produzione inedita di Daniele Silvestri e Orchestra di Piazza Vittorio e con artisti in esclusiva provenienti da Marocco, Francia, Algeria, Spagna e Libano come Hindi Zara, Amazig, La Kinky Beat e I-Voice. E poi ancora Italia Wave 2010 propone il concerto-fiesta dei Ojos de brujo e il reggae di Julian Marley, figlio del mitico Bob per festeggiare e ballare insieme al festival reggae Rototom Sunsplash domenica 25 luglio.Sono tutti ospiti che si esibiranno sul Main Stage: rock, elettronica, musiche dal mondo, reggae e festa per il festival italiano con il biglietto più basso. Sono i primi nomi di un cartellone che conterà più di un centinaio di eventi tra musica e altre arti, tra ospiti affermati e il meglio della musica emergente dall'Italia e dall'Europa.
Gli spettacoli di Italia Wave si svolgono infatti tutti i giorni dalle 10 del mattino nei palchi musicali ad accesso gratuito Wake Up stage e Psycho stage collocati vicino al mare presso la Rotonda d'Ardenza, proseguono nel pomeriggio con l'area dedicata a fumetto, letteratura, cinema e "incontri d'autore" nella Fortezza Vecchia al p orto di Livorno sempre ad entrata libera e infine la sera si può accedere al Main Stage dello stadio comunale gratuitamente il primo giorno con gli ospiti di Medwave (21 luglio) e con un abbonamento di 60 euro (fino al 30 giugno) per le successive 4 serate (22 - 25 Luglio). Anche i singoli biglietti sono decisamente a prezzo contenuto: 22 euro l'ingresso allo stadio per le serate di giovedì 22 (Ok Go!, Editors, Groove Armada) e venerdì 23 luglio (Faithless). 25 euro per il Sabato 24 (Underworld) mentre domenica 25 luglio, giornata conclusiva dell'edizione 2010 (Ojos de Brujo e Julian Marley) si spendono 12 euro.
Uno sforzo sensibile per mantenere prezzi contenuti pur con nomi di caratura internazionale, la prima serata ad ingresso gratuito anche allo stadio e il resto della programmazione ad accesso libero.Anche l'accoglienza di chi verr&agr ave; con tenda e sacco a pelo a Livorno, curata per il terzo anno Arci Livorno, sarà di qualità e a costo accessibile per tutti: il campeggio del festival costa infatti 7 euro al giorno e 30 euro per restare tutte e 5 le giornate del festival.
Insomma, tutto pronto per una vacanza musicale di primo piano, tra live di grandi artisti internazionali e la scoperta di giovani talenti emergenti con l'entusiasmo e la vivacità culturale che da anni caratterizzano Italia Wave collocandolo tra i più importanti festival d'Europa. red
Le prevendite sono aperte dal 15 aprile sui circuiti Booking Show (http://www.bookingshow.com/), Ticket One (http://www.ticketone.it/) e Box Office (http://www.boxoffice.it/).
Tutti gli aggiornamenti su http://www.italiawave.com/

10 aprile 2010

Viaggio nei festival estivi - Tavagnasco punta su punk 90's e musica balcanica

Anche quest’anno torna immancabile l’appuntamento in terra canavesana con il grande rock. Da venerdì 23 aprile a sabato 1° maggio riecco a Tavagnasco, la rassegna che riempie di musica il piccolo comune ai confini tra il Piemonte e la Valle d’Aosta con una serie di concerti che vedono protagonisti gruppi italiani e stranieri. La kermesse si aprirà il 23 aprile con un appuntamento all’insegna dello ska, musica di origine giamaicana che rappresenta una mescolanza tra strumentazioni elettriche e sassofono, tromba e trombone, tipici del jazz. I Persiana Jones, che si formano nel febbraio del 1988 a Rivarolo Canavese e i Punkreas, definiti “la band punk più famosa d’Italia”, nata nel 1989 in provincia di Milano, saranno protagonisti di questa prima serata di concerti. Nella stessa sera il palco ospita anche il gruppo Rimozione Koatta in una serie di cover ska. A chiudere il funk-rock della band aostana Pepper’s Milk.
Si continua sabato 24 aprile con Giuliano Palma & Bluebeaters, supergruppo formato da amici appassionati da rock steady giamaicano e soul. La band è formata da musicisti che hanno saputo sfruttare sapientemente la collaborazione con Giuliano dando vita ad un complesso tra i più popolari del momento. A seguire il palco ospita la Soulful Orchestra, la resident band del Gran Varietà di Soulful, lo show che ogni mese porta in scena concerti live, comici, burlesque, ballerine, performer allo Spazio 211 di Torino. Da segnalare che in apertura si esibirà Reparto Numero 6, gruppo rock vincitore della scorsa edizione del Festival “Senza Etichetta” e Ockham's Razor vincitori a loro volta del Cuorgnè Music Festival.
Domenica 25 aprile, già nel pomeriggio, è di scena la musica rock emergente. Dopo le 17 i riflettori si accenderanno per illuminare nell’ordine Lab, Parto delle Nuvole Pesanti, Mene, Sexi Clam e Elettrico. In serata concerto con la Shary band, formazione che nel gennaio 2006 è stata insignita con il titolo di “Tributo Nazionale Disco Dance”. Il loro spettacolo è un medley della disco anni Sessanta.
Appuntamento con la notte reggae venerdì 30 aprile, serata in cui si potrà assistere alla performance dei Fahrenheit 451 e Sir Oliver Skardy (ex Pitura Freska), band veneziana che calca la scena musicale italiana da più di dieci anni, rinomata anche per i suoi clip musicali inusuali e sperimentali. A contorno della serata esibizioni reggae di: Budwailers, Quartiere coffee, Dot Vibes, e Taverna soud system.
Tavagnasco rock chiuderà questa edizione 2010, sabato 1° maggio con la “Fiesta Balcanica”, in cui si esibiranno nell’ordine Bandakadabra (nella foto), marchino band e fanfara di strada nata nel 2005 dall’incontro di 20 musicisti amanti dei ritmi balcanici, senza disdegnare melodie latine e jazz. E si continua con la spettacolare Municipale Balcanica, diventata famosa per le sue rielaborazioni di alcuni celebri brani della tradizione Yiddish. La serata termina con l’esibizioni dei gruppi Kocani Orkestar e Galactica, grande musica balcanica con contaminazioni turco-armene.
Dunque anche la ventunesima edizione promette un programma ricco e variegato per il suo affezionato pubblico, proponendo una formula che mixa tradizione e innovazione, attenzione alla scena musicale nazionale, e che l’immenso successo di pubblico che ha accompagnato le precedenti edizioni – decine di migliaia di presenze in un paese che conta non più di ottocento anime – ha decretato come indiscutibilmente vincente. red

Informazioni al pubblico:
info@tavagnascorock.com
http://www.tavagnascorock.com/
www.myspace.com/tavagnascorock

6 aprile 2010

Baustelle - I mistici dell'occidente ****/

Un piccolo passo indietro per quanto riguarda la scrittura testuale, ma un deciso avanzamento nella direzione di un easy-listening che renderà le loro canzoni ancora più popolari ed accesibili.
A due anni di distanza da Amen i pluripremiati Baustelle tornano con I mistici dell'occidente.
Il disco prodotto da Pat McCarthy, già al lavoro con Rem, U2 e Madonna (nei ringraziamenti dei credits viene ribattezzato infatti ‘The Magician’, proprio per la sua abilità in studio), contiene 12 tracce ricche di contenuto e di riferimenti, orecchiabili e furbette.
Bianconi ha abbassato un po' il tiro compositivo per cercare di arrivare alla massa pop, e in questo senso la "cometa" scritta per Irene Grandi allo scorso Sanremo ha già acceso una scia nitida in questa direzione.
La struttura melodica dei pezzi è più semplice e meno orpellata anche a vantaggio dell'esecuzione dal vivo che rappresenta un po' il tallone d'achille della band (come raccontato dalle recensioni pubblicate su Asap).
Anche la presenza vocale di Rachele (le hanno lasciato l'ansimare erotico in Groupies e la piacevole La bambolina) è stata limitata a favore di un maggiore protagonismo di Francesco Bianconi, sempre più one.man.band incontrastato, che si permette di raccogliere gemme qua e là nel panorama della musica italiana (da Paola&Chiara a Battiato) e straniera, attingendo all'estro creativo dei Pulp e in generale a diverse esperienze della scena british.
Ne nasce un impasto sonoro interessante e piacevole, forse un po' snob... Ma in fondo i Baustelle si rivolgono per lo più a quella fetta di pubblico maistreem che si crede alternativo e la band evidentemente è lo specchio dei propri ascoltatori (vedi anche imitazioni del look che arriveranno a breve)...
Il titolo del disco è la citazione di un noto romanzo di Elémire Zolla: saggista, filosofo e storico delle religioni nonché esperto conoscitore di dottrine esoteriche e studioso di mistica occidentale e orientale. Zolla è scomparso nel 2002 proprio a Montepulciano, la città in provincia di Siena da cui arrivano i Baustelle. Nessuna ‘coincidenza’ quindi: l’ispirazione è assolutamente palese.
Venendo alle canzoni, si respira un'atmosfera piuttosto agreste, con tanti riferimenti alla natura e alla frizzante aria primaverile (o estiva): Le rane è una squisita canzonetta in stile provincia cronica, così come la ritmata L'estate enigmistica. I Baustelle sembrano aver risolto l'anagramma dell'infelicità, forse non avranno più l'età delle illusioni, forse -più semplicemente- avranno di che sorridere visto i risultati ottenuti e il relativo successo.
Il singolo Gli spietati è vagamente retrò e ricorda nella prima parte Ragazzo triste di Patty Pravo: anche in questo caso il testo si semplifica e la musica si fa più orecchiabile (i tempi "dell'eterno roteare come agnello nel kebap" sembrano piuttosto lontani). La canzone della rivoluzione racconta di profeti inascoltati, così come il sindacato: uno specchio della società odierna. San Francesco è un'altra traccia particolarmente piacevole, il percorso semplice del frate che parla con i passeri dà adito ad interpretazioni che possono andare ben al di là del significato più palese, ma nulla è esplicito e sta a chi ascolta riuscire a cogliere il livello dei tanti messaggi contnuti in questo splendido disco.
Roberto Conti

4 aprile 2010

'Ascolti emergenti di aprile' prima parte

Dakota Days - Dakota Days
Dakota Days è un duo formato da Ronald Lippok (già in tour con Ludovico Einaudi) e il compositore Al Fabris (che ha collaborato con diversi artisti, tra cui Pacifico e Blonde Redhead).
Un incontro che sfocia in un album dal sound spontaneo, intimo, che spazia dal prog-rock al post punk, dalla psichedelia alla new wave. Il nome rievoca il Dakota Building, il celebre palazzo dove venne assassinato John Lennon. Ascolta in anteprima alcuni brani su LastFm
http://www.lastfm.it/music/Dakota+Days/Dakota+Days g.oc.


Vetronova - Madleine **/
Torniamo dopo un anno a recensire i Vetronova, trio ventenne della provincia di Varese, formato da Matteo Bailo alla Chitarra e voce, Raffaele Durante, basso e chitarra baritona, e Tommaso Lorioli alla batteria, per presentarci questo ep di tre pezzi dal titolo Madeleine.
Ritroviamo quel sound noise, molto orecchiabile che richiama ascolti che vanno dai Tortoise agli Slint e a tutto quello che potrebbe definirsi post rock. Madleine, rispetto al primo ep che ho recensito, ha una compatezza migliore del suono. Tra i tre pezzi da segnalare Urban poem, per la sua strana originalità. Marco Colombo

Nicodemo - In due corpi
La canzone d’autore che si colora d'intimità e di silenzio, ma allo stesso tempo di isteria post-esaurimento e di voglia di rivoluzione culturale. Dopo la straordinaria esperienza in studio e live di Riddim a Sud, ideato e promosso da Teresa De Sio, Nicodemo riparte con il suo nuovo lavoro discografico. L'album In due corpi (La Fabbrica / Rai Trade), la cui uscita è prevista per il 19 aprile in digitale su i-tunes, contiene dieci canzoni, frutto di otto mesi in studio di registrazione. “Le mie canzoni partoriscono sempre allo stesso modo: divano di casa, chitarra, penna e carta - racconta Nicodemo nella nota stampa - In due corpi è il frutto di sensazioni, umori, prospettive, il tutto divenuto spontaneamente canzone. Penso a questo album come ad una stanza, grande ma spoglia: dentro di essa, me stesso e l'altro me stesso. Ho fatto i conti con la mia realtà, con i pensieri di chi osa sfidare i propri difetti per migliorarsi. Da In due corpi ne traggo l'incomprensibilità verso chi si incolla, per non rischiare, ad una sola visione delle cose".
Ospiti d'eccezione ed una sezione d'archi sono tra i principali tasselli che vanno a comporre un'opera forte che ha visto la partecipazione di Luca Urbani (Soerba), Andy (Bluvertigo), Carmelo Pipitone (Marta sui tubi), Raffaella Destefano (Madreblu), Sarah (Diva Scarlet), Renè Delacroix (La Palude), straordinari musicisti della scena jazz italiana (Giampiero Virtuoso, Julian Olivier Mazzariello, Jerry Popolo e Tommaso Scannapieco) e l'intera famiglia artistica de La Fabbrica: Giorgio Consoli (Leitmotiv), David Merighi (Fragil Vida), Chiara Castello e Kole Laca (2Pigeons). r.co.

I Melt - Il nostro cuore a pezzi ***
I Melt sono una band vicentina con all'attivo una lunga militanza sui palchi italiani. Approdati alla Tempesta dischi nel 2006, Il nostro cuore a pezzi vede di nuovo alla produzione Giorgio Canali, così come fu per L’intonarumori. Il sesto album della band racconta storie di tutti i giorni, con un linguaggio semplice e disincatntato, non lontano dalla cifra stilistica dei Tre allegri ragazzi morti. La base del disco è un pop "nostrano" dove non mancano episodi eterogenei come Raccontami il tuo inverno, molto più rock, o La bella bambina con un testo davvero particolare. Da segnalare anche Non mordo più, chitarra e voce, scarna ma intensa, e Il nostro cuore a pezzi che dà anche il titolo all’album edè il pezzo che più si avvicina allo stile Tarm. Il disco nel complesso mi è piaciuto e l'ho trovato davvero godibile.
Marco Colombo