2 novembre 2017

Psichedelia portami via: torna la sperimentazione elettronica di Enrico Ruggeri

As if, come se. Come se fosse facile fare un sunto in poche righe di un album di Enrico Ruggeri, che chiamare sperimentatore è dire poco. Fra synth e manipolazioni elettroniche la musica del musicista bergamasco è un’esperienza che può attrarre quanto inorridire, un qualcosa che lascia delle sensazioni solo se si è disposti ad accettare il confronto con un disco che, tanto per dire, piazza una poesia in apertura (recitata dall’ospite Jennifer Williams) e subito dopo una traccia di quindici minuti che, almeno per chi recensisce, è la canzone meno riuscita del progetto. Dopo aver visto il film su Jackson Pollock ricordo che rivalutai quello che per me era sempre stato un artista astratto che non riuscivo a capire, allo stesso modo vedere Ruggeri che compone potrebbe dirmi qualcosa di più sulla sua arte: in mancanza di ciò, le mie parole saranno per forza dettate solo dall’esperienza personale.

Tutte le tracce sono omonime, solo delle stanghette a lato a differenziarle una dall’altra e delle atmosfere, sempre e comunque minimali, che riescono a variare anche di molto. La terza traccia ad esempio sarebbe la colonna sonora ideale di un viaggio in fondo all’oceano, fra vagheggiamenti sonori liquidi inframmezzati da stridii metallici che sembrano provenire da navi affondate che cozzano fra loro, mentre la traccia seguente innesta su una melodia pianistica ondivaga dei frammenti sintetici ariosi che la rendono quasi gioiosa. So che state pensando “ma che cazzo sta dicendo questo”, ma penso sia il meglio che possa fare per descrivere la situazione sonora in cui mi sono imbattuto.
La seconda e la quinta traccia sono sicuramente le più minimali del lotto, ma se nel caso di As if ///// il viaggio dura sei minuti abbondanti, nei quali si aggiungono ad un synth che alterna lentamente ben poche note dei rumorismi di fondo che solo a tratti riescono ad essere efficaci, tutt’altra questione è l’altro brano. Come accennato in precedenza ritengo questa la canzone dove Enrico si è fatto prendere troppo la mano, diluendo in un quarto d’ora un minimalismo liquido che aggiunge elementi con una parsimonia esagerata, senza che questo cambi poi eccessivamente la base di partenza. Unita a dei visual efficaci forse funzionerebbe, così è solamente un viaggio psichedelico che, purtroppo, annoia piuttosto che provocare visioni.

Rimane una sola traccia da analizzare, ed è anche la migliore: As if ////// è infatti una degna chiusura che mette in luce potenzialità melodiche inespresse, un’atmosfera celestiale che si fa forza di innesti elettronici che sembrano quasi dei sax riverberati. Dopo aver tanto rimestato nell’oscurità insomma Enrico Ruggeri si eleva verso l’alto, dando così un senso quasi di viaggio iniziatico ad un album che ha il valore di essere qualcosa di diverso per chiunque lo ascolta. Se non vi spaventa l’impresa dategli un’opportunità, potrebbe essere una gradita sorpresa che darà un po’ più di elasticità alle vostre orecchie. Stefano Ficagna

Tracklist:

As if /
As if //
As if ///
As if ////
As if /////
As if //////

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