6 febbraio 2017

Good times, uno sguardo verso l'America nell'esordio degli Oh Lazarus

Le distese nebbiose dei campi lungo il Po ricordano (con grande sforzo di fantasia) la sconfinata America. E' ciò che devono aver pensato gli Oh Lazarus nel loro album d'esordio, Good times, registrato nel pavese con uno sguardo verso gli Stati Uniti. Mixato nel Nebraska e masterizzato nell'Illinois, il disco è uscito per l'etichetta tedesca Off label records.

Dieci canzoni, per un non-genere al quale la band dà idealmente il nome di "Gothic Americana". Qualcosa che si scosta in modo netto dal jazz tradizionale, dal folk, dal blues e dal garage ma che allo stesso tempo pesca da tutte queste influenze. Vengono citate un'estetica newyorkese dei tempi di Andy Warhol e di Nico, per la quale l'oscurità si fa pop, ma anche le "outlaw songs", le "prison work songs", le "murder ballads" del primo '900, con la convinzione che vita e morte sorridono e piangono allo stesso modo e dunque allo stesso modo vanno celebrate, ricordate e cantate. Gli Oh Lazarus sono fondamentalmente un trio, al quale, per le registrazioni, si sono aggiunti molti musicisti ospiti. Gli strumenti sono particolari: chitarra resofonica, clarinetto, percussioni affidate a delle latte e ad una valigia. Spicca l'uso della voce femminile, ma è piacevole anche il gioco di contrasto tra le due voci (Fangs). La band sa proporsi in modo particolare non solo quando pesca dalla già citata tradizione novecentesca, ma anche quando si cimenta nell'alternative rock (Down). Siamo davanti a una band che nel giro di pochi minuti passa dal suonare in modo giocoso, nel brano Sister Kate, a toni macabri e crepuscolari nella finale St. James Infirmary blues. Ma, dovendo suggerire un brano su tutti, la spunta sicuramente la title-track, Good times, se non altro per il clarinetto. Insomma, che dire? Particolari questi Oh Lazarus. Celebrano l'America, ma sono molto bravi a farlo a modo loro. Marco Maresca

Tracklist:
1. Darlin' Corey
2. Good times
3. Ball and chains
4. Crow Jane
5. Fangs
6. Single girl again
7. Come on up to the house
8. Down
9. Sister Kate
10. St. James Infirmary blues

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