All’improvviso le luci si spengono, il sipario cala, un megaschermo improvvisa immagini di Lei (la maiuscola è voluta, ndr) che si muove a ritmo dei bassi in sottofondo. Tutto prende vita con un “I’m free bich”. Così l’attesa di mesi e mesi di noi "little monsters" finalmente finisce e la nostra Stefani Germanotta, alias Lady Gaga, si rivela, riempiendo di urla, movimenti di ogni parte del corpo ed energia lo stracolmo Forum di Assago meneghino. Un’apertura veramente d’effetto, quasi killer, che ha messo in fibrillazione l’intero pubblico. Un pubblico molto bizzarro ed eterogeneo: c'erano genitori con bambini, imprenditori, assessori, presentatori tv, star dell’inestinguibile showbiz nostrano come Simona Venuta accompagnata da Alba Parietti, e non potevano mancare loro, quelle ragazze e ragazzi (nutritissima la rappresentanza omosex) calati totalmente nello spirito del Monster ball tour. Parrucche fosforescenti, cappellini un po’ alla Qeen Elisabeth, lattine usate come bigodini, make-up esagerato e tacchi vertiginosi sono solo alcune della caratteristiche che contaddistinguono i fan che hanno fatto carte false per assomigliare a Lei, unica ed inimitabile nel suo look stravagante.
Fare un elenco delle canzoni sarebbe scontato (ed inutile ai fini di una recensione di Lady Gaga, ndr), state passate in rassegna un po’ tutte le tracce di The fame monster, ma quello che ha reso lo show veramente unico è stato l’averne fatto non una semplice rappresentazione di canzoni, ma uno spettacolo simile ad un’opera teatrale dei tempi più moderni e irriverenti.
Il tutto viene diviso in quattro atti: la città, la metropolitana, la foresta e il mostro, ovviamente distinguibili dai cambi d’abito, di scenografia e di immagini sugli schermi. Alcune veramente forti, molto in stile Gaga, non a caso curati dalla Haus of Gaga, come l’interlude fra il primo e il secondo atto: il più trash ma anche il più bello, in cui Millie Brown vomita liquido verde su miss Gaga, che poi addenta un cuore di bue. Molto fetish ma con un suo perché.
Gaga parlato molto di sé, della sua infanzia, dell’emarginazione a scuola e del significato del "Monster ball" come quel luogo dove tutti possiamo essere liberi, possiamo essere ciò che vogliamo, dove non importano i soldi che si hanno in tasca, da dove si venga o il proprio orientamento sessuale.
Nel momento in cui una fan – una di quelle un po’ matte che piangono dall’inizio alla fine senza motivo – le lancia una Barbie a sua immagine e somiglianza sul palco, Gaga si affretta a recuperarla. Inizialmente la star è un po’ incerta sul da farsi, finchè non decide di mettersi la bambola in bocca (avrebbe potuto scegliere anche altri orifizi, ndr) cercando di mangiarla, non mancando di sottolineare come le Barbie rappresentino ciò che lei odia di sé stessa. Comunque, ha fatto notare, aveva delle belle scarpe!
Non sono ovviamente mancate le urla "patriottiche", quando ha spiaccicato qualche parola in italiano, richiamando le origini parlemitane del nonno Giuseppe e della nonna Angelina, a cui ha dedicato il momento migliore del concerto che esprimeva il top della sua voce, quando si è accompagnata con un pianoforte… in fiamme.
E' da ricordare anche, in tema di italianità, la stretta parentela di Germanotta con Cristiano Malgioglio.
Insomma, si potrebbe andare avanti all’infinito a raccontare gli aneddoti, il look by Armani (potremmo dire in alcuni momenti un po’ in stile Rettore in epoca Brivido divino), le caricature e le esagerazioni di quest’artista, però credo che rappresentino in grande quello che tutti noi, piccoli mostri o no, siamo. Da segnalare, in conclusione, la sconvolgente e inaspettata la bravura vocale di Gaga: ha dimostrato di essere una cantante e una musicista vera.
E in ultimo, non possiamo dimenticarci di coloro che sono stati un po’ i “fluffers” del concerto, i Semi-precious weapons che hanno aperto il live cercando di "corrompere" il pubblico pronunciando il nome dell’unica vera signora della serata anche un po’ a caso. Francesca Ronzio
Fare un elenco delle canzoni sarebbe scontato (ed inutile ai fini di una recensione di Lady Gaga, ndr), state passate in rassegna un po’ tutte le tracce di The fame monster, ma quello che ha reso lo show veramente unico è stato l’averne fatto non una semplice rappresentazione di canzoni, ma uno spettacolo simile ad un’opera teatrale dei tempi più moderni e irriverenti.
Il tutto viene diviso in quattro atti: la città, la metropolitana, la foresta e il mostro, ovviamente distinguibili dai cambi d’abito, di scenografia e di immagini sugli schermi. Alcune veramente forti, molto in stile Gaga, non a caso curati dalla Haus of Gaga, come l’interlude fra il primo e il secondo atto: il più trash ma anche il più bello, in cui Millie Brown vomita liquido verde su miss Gaga, che poi addenta un cuore di bue. Molto fetish ma con un suo perché.Gaga parlato molto di sé, della sua infanzia, dell’emarginazione a scuola e del significato del "Monster ball" come quel luogo dove tutti possiamo essere liberi, possiamo essere ciò che vogliamo, dove non importano i soldi che si hanno in tasca, da dove si venga o il proprio orientamento sessuale.
Nel momento in cui una fan – una di quelle un po’ matte che piangono dall’inizio alla fine senza motivo – le lancia una Barbie a sua immagine e somiglianza sul palco, Gaga si affretta a recuperarla. Inizialmente la star è un po’ incerta sul da farsi, finchè non decide di mettersi la bambola in bocca (avrebbe potuto scegliere anche altri orifizi, ndr) cercando di mangiarla, non mancando di sottolineare come le Barbie rappresentino ciò che lei odia di sé stessa. Comunque, ha fatto notare, aveva delle belle scarpe!
Non sono ovviamente mancate le urla "patriottiche", quando ha spiaccicato qualche parola in italiano, richiamando le origini parlemitane del nonno Giuseppe e della nonna Angelina, a cui ha dedicato il momento migliore del concerto che esprimeva il top della sua voce, quando si è accompagnata con un pianoforte… in fiamme.
E' da ricordare anche, in tema di italianità, la stretta parentela di Germanotta con Cristiano Malgioglio.Insomma, si potrebbe andare avanti all’infinito a raccontare gli aneddoti, il look by Armani (potremmo dire in alcuni momenti un po’ in stile Rettore in epoca Brivido divino), le caricature e le esagerazioni di quest’artista, però credo che rappresentino in grande quello che tutti noi, piccoli mostri o no, siamo. Da segnalare, in conclusione, la sconvolgente e inaspettata la bravura vocale di Gaga: ha dimostrato di essere una cantante e una musicista vera.
E in ultimo, non possiamo dimenticarci di coloro che sono stati un po’ i “fluffers” del concerto, i Semi-precious weapons che hanno aperto il live cercando di "corrompere" il pubblico pronunciando il nome dell’unica vera signora della serata anche un po’ a caso. Francesca Ronzio







