15 giugno 2017

Ripartire dalle basi, ma andando avanti: il punk dei Soundeep fra gli anni 90 ed oggi

Passano gli anni, cambiano le cose, eppure io rimango sempre affascinato dalla genuinità. In questo caso quella dei Soundeep, di cui mi capita per le mani l’ep con la richiesta di recensione scritta sul cartonato protettivo. A me basta una cosa del genere per decidere all’istante che una band vada recensita, e mi va bene che non mi s’incula nessuno se no adesso mi spedivano tutti dischi con le peggio cose come presentazione (anche nel caso qualcuno decida di farlo mi spiace: l’indirizzo di spedizione non è il mio). Avrebbero potuto fare grindcore, metal o pop elettronico i Soundeep, invece The shades of all your eyes è un disco di hardcore (semi) melodico come non ne sentivo da tempo e, guarda un po’, è pure bello.

L’originalità non è il punto di forza della band, che così ad occhio potremmo definire come una sorta di No use for a name riempiti di steroidi, con in più una voce dal piglio alla Olly degli Shandon. Il fatto è che l’insieme funziona, ha grinta, varia la formula base quel tanto che basta a rendere accattivante ogni brano e, dulcis in fundo, spinge sul pedale della cattiveria sonora abbastanza da renderli attuali e non una band per nostalgici che rimpiangono il pogo ai concerti degli Skruigners (nome preso a casa dalla lista dei lividi del sottoscritto). Un esempio? Il break che anticipa il finale di Alliance, fulmicotone puro.
C’è spazio un po’ per tutto nelle sei tracce dell’ep, dal cambio di ritmo continuo e trascinante di Gray days light alla melodia malinconica di Things I’ll never forget, racchiusi in un contenitore che si apre e chiude in maniera più classica e di genere, rispettivamente con Field of discontent e Teardrops. Plauso necessario per Now and again, che dopo un’energica cavalcata piazza un finale più solare che sta fra il punk hardcore anni 90 e l’attuale ondata emocore nostrana, dimostrando ancor di più quanto i Soundeep siano capaci di prendere dalle proprie influenze quanto serve senza rimanervi ancorati.

Un tuffo nel passato, insomma, ma che sembra tale solo in apparenza. I Soundeep macinano note con energia e sicurezza, tecnicamente ineccepibili e musicalmente accattivanti. Se un appunto va fatto riguarda i piatti della batteria fin troppo alti ed in alcuni punti fastidiosi, ma è un dettaglio da rompicoglioni che mi voglio concedere per stemperare un minimo gli entusiasmi: The shades of all your eyes è un buon esordio, ma ci sono ampi margini per rendere il progetto ancora più personale e lasciare un’impronta importante in un panorama punk rock nazionale che vive ormai da troppi anni delle stesse vecchie glorie. Stefano Ficagna

Tracklist: 

1. Field of discontent
2. Gray days light
3. Things I'll never forget
4. Alliance
5. Now and again
6. Teardrops

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