30 dicembre 2009

Ancora qualche consiglio dai dischi del 2009

Porcupine Tree - The Incident
Spiazzare e stupire chi ascolta. Probabilmente è questo l'intento numero uno dei Porcupine Tree, band di riferimento degli Anni Novanta che suo malgrado ha ottnuto l'etichetta di portare la pesante eredità del Pink Floyd. I riconosciuti maestri del prog-pop artistico, si cimentano in un doppio album, The Incident: il primo cd contiene la title-track che si rivela essere un’unica suite divisa in quindici parti, il secondo risulta invece composto da "sole" quattro tracce. Il sound dei Porcupine Tree non si discosta troppo dall’ultimo lavoro, è invece piuttosto diverso l’approccio alla costruzione dei brani. La lunga suite è un artificio già noto e ripescato da una decina di anni fa, era infatti stata proposta in Voyager 34 del 2000. Anche il secondo disco, con il brano Flicker e i suoi 20 minuti di durata, fa consigliare questo lavoro ad un ascoltatore già preparato, che sapendo bene a cosa va incontro, potrebbe irrobistire l'amore per una band che non ha bisogno di ulteriori elogi, invece di disamorarsene in fretta, come potrebbe accadere ad un neofita.

Zen circus - Andate tutti affanculo
Nella copertina gli Zen circus davanti al cosiddetto Colosseo quadrato (monumento abusatissimo anche nei video musicali, all'Eur a Roma) invitano ad andare tutti in quel posto... Il titolo è una chiara dichiarazione di intenti? Agli ascoltatori l'ardua sentenza... La band toscana con questo bel disco si conferma una delle più interessanti realtà di inizio secolo. Il trio sembra fatto apposta per suonare ad una di quelle belle feste dell'unità che c'erano una volta, in Emilia o in Toscana, mica qui dove viviamo noi, che le feste dell'unità non ci sono mai state... La loro musica affonda le mani in un folk da osteria non scontato, mischiato a vene punk e a tanta voglia di suonare che trasuda da ogni nota. Gli Zen circus in questo apprezzabile disco parlano di storie di sconfitta, rancore, felicità, pochezza. Una sorta di compilation da anti-oratorio (la definizione l'ho attinta da un'altra recensione, ma mi piaceva moltissimo) fatta da testi immediati ma non scontati, e da musiche potenti e coinvolgenti ballate.

Mario Venuti - Recidivo
Il nuovo cd di Mario Venuti, Recidivo, ha dignità di parola tra i dischi usciti nel 2009. Venuti ha un suo pubblico, che ancora una volta apprezzerà la proposta di Mario, un interessante viaggio musicale volto all'esplorazione dei sentimenti. Un viaggio che parte della Sicilia, la terra natìa di Mario, sempre ben presente nei riferimenti all'interno del disco, tocca Londra e Milano, città tra le quali questo lavoro è stato registrato. I riferimenti alla Sicilia e a Catania, tornano anche nelle collaborazioni, di cui il disco è ricco: oltre a quella con Cesare Cremonini, in Un cuore giovane, infatti, sono presenti anche quella con Carmen Consoli, in La vita come viene, e con Franco Battiato, che dà vita alla suggestiva Spleen#132. Catania e la riviera del Ciclope in questa fine 2009 tornano protagonisti e Venuti dice la propria a voce alta.

Giuliano Dottori - Temporali e rivoluzioni
Se volete farvi un regalo da ascoltare in quelle giornate un po' buie che segnano la fine dell'anno, scegliete Temporali e rivoluzioni, il secondo disco di Giuliano Dottori. Cantautore raffinato in grado di toccare le corde dei sentimenti come pochi altri. Il suo esordio nel 2007 con l'album Lucida è stato uno splendido inizio, poi le esperienze come chitarrista con gli Amor Fou e AtleticoDefina hanno affinato la maturità di un artista che dimostra con questo nuovo lavoro di essere in grado di camminare con gambe solide. Testi amari e a tratti disincantati, morbide ballate e brani più rabbiosi segnano un disco piacevole nella sua intierezza. Tra i brani da segnalare di sicuro Catene e gioie fragili e quell'Inno nazionale del mio isolato che ho personalmente interpretato come una sorta di dedica alla cosiddetta scena musicale indipendente italiana, con un'invito a non prendersi troppo sul serio...

a cura di Roberto Conti e Giovanna Oceania

'Ascolti emergenti' di dicembre, parte seconda

(am) – Soundtrack ****
Se non sapessi nulla degli (am), probabilmente li additerei come l'ennesimo frutto dei gelidi inverni islandesi, complici le parentesi nel nome che fanno tanto Sigur Ròs e i titoli delle canzoni conditi da Ø estemporanee. Italianissimo è invece questo duo composto da Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli, che con questo soundtrack, pubblicato in free download per Musicaoltranza, ci offre una versione riveduta e corretta dei primi Mùm (naif.super) mista ai Radiohead di Amnesiac (my_super8), il tutto valorizzato da un'eccellente capacità compositiva e dalla particolare cura riservata agli arrangiamenti, nonostante sappia tutto lontanamente di già sentito. I due riescono comunque a preservare una forte personalità e a piazzare anche un pezzo (_N ovella_) che meriterebbe un featuring Trent Reznor. Da ascoltare sdraiati nella neve. Fabio Gasparini


Le Mal D'archive – La Chanson De Mai ***/
Decisamente allettante è la proposta sonora dei napoletani Le Mal D'Archive, progetto gravitante attorno a Pasquale Napolitano e Felice Acierno: loro folle proposito è intersecare musica elettronica glitch/sperimentale da un lato e chanson tradizionale di matrice battistiana dall'altro, cavandosela con una certa classe. Avremo dunque dolci melodie di chitarra acustica e voce disturbate da sottili clips à la Alva Noto, sax preparati e noise a bassa fedeltà, che destrutturano la canzone cantautorale classica in un unico magma sonoro indistinto e urticante, probabilmente ostico ma di sicuro fascino. Fabio Gasparini

29 dicembre 2009

'Ascolti emergenti' di dicembre, parte prima

Il pan del diavolo - Sono all'osso ****
Uscirà il prossimo 15 gennaio l'atteso disco d'esordio di Il pan del diavolo. Sono all'osso è un disco che ribolle di musica del passato, ispirata dagli atteggiamenti di eroi del rock and roll e della canzone italiana come Ghigo Agosti e Celentano, Luigi Tenco o Fred Buscaglione. Folk, rock n roll e canzone d'autore: questo al servizio del mondo assurdo creato dalle liriche di Alessandro Alosi, l'ideatore di questo progetto musicale. Tutto può succedere ed ogni canzone è un racconto perfetto in sè. A volte è uno stornello (Scarpette a punta), a volte una manciata di parole ripetute e ossessive come una fitta al petto (Bomba nel cuore). In questo album non mancano richiami anche a progetti più recenti della musica italiana come Marta sui tubi (Università, ma anche molte altre), Lombrosoo I Cosi (Ciriaco). Scritto e suonato da Il Pan del Diavolo (Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo). Unici ospiti all'interno del disco sono The Zen Circus: Ufo al basso acustico, Karim alla batteria minimale, Andrea Appino alla chitarra elettrica e voce di in Bomba nel cuore. Sono all'osso è stato registrato nella sala A delle Officine Meccaniche di Milano, è stato prodotto da Fabio Rizzo e infine mixato su nastro insieme al produttore americano JD Foster (Calexico, Marc Ribot, Capossela). Giovanna Oceania

Corde oblique - The stones of Naples ***
Il progetto dei Corde oblique ruota attorno alla figura del musicista napoletano Riccardo Principe che propone un folk raffinato e molto worldmusic. Molto belle anche le voci delle varie interpreti femminili che si alternano nei brani di questo lavoro. L'internazionalità del progetto è suffragata anche dal fatto che dal 1999 al 2009 Riccardo ha avuto l’onore di vedere i suoi brani inseriti in diverse compilation e suonare in giro per l’Europa con musicisti del calibro dei Bauhaus.
Tra i miei pezzi preferiti La città dagli occhi neri, con quella chiatarra davvero evocativa e un bel testo, The quality of silence, con quel fraseggio tra pianoforte e chitarra e Dal castello di Avella, davvero romantica. Un disco molto lontano dai tradizionali ascolti pop e rock, ma sicuramente ben suonato. Marco Colombo

Humus - Popular greggio ***
Davvero splendido questo lavoro degli Humus, dalla provincia modenese, che ci propongono un bel folk contaminato che va a toccare anche altri ambiti musicali di contaminazione popolare. Questo Popular greggio, autoprodotto e realizzato con la direzione artistica di Tiziano Popoli è davvero un bel disco, tanto che ha ottenuto importanti riconoscimenti, entrando nella rosa dei finalisti della Targa tenco come miglior opera prima: soprattutto i testi, poetici ed impegnati allo stesso tempo, contribuiscono ad arricchire ulteriormente canzoni dai suoni raffinati, colti, che riportano ad anni passati ed ad atmosfere magiche. Tra i brani che mi hanno emozionato di più ci sono Oggi, con quella bambina che dice “L’amore quanto è bello”, Quando vado via, molto malinconica, e la Ballata del grosso Bankiere, molto ritmata e divertente. Un disco riuscito ed originale che dimostra come anche con mezzi limitati possa essere realizzato un lavoro eccellente e come l'humus possa avere così la sua rivincita. Marco Colombo

Emblema - Mare senza Isole **
Un rock all’italiana con forse qualche influenza oltre confine, questo è il nuovo disco degli Emblema. Mi hanno ricordato qualcosa tra Ligabue, Il Nucleo e i romani Velvet.
Sicuramente ben suonato, i testi di Mare senza isole, non mi sono parsi particolarmente incisivi, pur facendosi rispettare. Tra gli episodi più particolari sicuramente il pezzo in inglese, Switch on overdrive, con la chitarra acustica che mi ha ricordato qualcosa anni '80. AAA è molto ironica nel testo che parla dei prodotti del Centro commerciale. Certo non stiamo ascoltando un capolavoro nè dal punto di vista creativo nè dell’originalità dei suoni, ma comunque godibile nell’ascolto. Marco Colombo

Max De Aloe - Apnea ***
Segnaliamo questo nuovo lavoro di Max De Aloe, armonicista jazz che insieme al pianista americano Bill Carrothers ha appena pubblicato Apnea, disco molto particolare ispirato ai racconti di Murakami Haruki. Il disco è molto intimo e suggestivo, anche perchè realizzato in duo, ed è caratterizzato dal suono molto particolare dell'armonica. Non è un disco semplice, richiede attenzione ma merita di essere ascoltato... http://www.myspace.com/maxdealoe. g.oc.

23 dicembre 2009

Vi facciamo gli auguri con gli Eux autres e Another Christmas at home

Vi facciamo i nostri migliori auguri di natale con il video Another Christmas at home degli Eux autres che proprio in questi giorni presentano la loro musica al pubblico italiano.




Eux Autres fanno musica pop. La band nasce da Nicholas e Heather Larimer, fratello e sorella
originari di Omaha ma ormai residenti a San Francisco. Heather suona la batteria, Nicholas la chitarra ed entrambi cantano. Nel 2008, alla formazione originale, si è aggiunto un terzo elemento, Yoshi Nakamoto (The Aislers Set, Still Flyin’) alla batteria, in modo che Heather si concentrasse maggiormente sulla voce.
I brani degli Eux Autres sono spesso stati definiti come “divertenti” ma, anche se apparentemente può sembrare così, i testi sono ricchi di forti osservazioni e feroci frecciatine. La maggior parte delle loro canzoni parlano di storia militare, essere fatti nel modo sbagliato o sport.
Purtroppo gli Eux Autres sono gli unici ad accorgersene.
La band suona come la canzone d’amore che Doug Martsch (Built to Spill), non corrisposto, avrebbe ipoteticamente scritto a Francoise Hardy (cantante e attrice francese diventata famosa negli anni ’60). Il risultato è un pop anni ’60 che incontrata l’indie rock anni ’90, senza però suonare come nessuno dei due.
Gli Eux Autres scelgono il periodo natalizio per sbarcare anche in Italia con il loro singolo dal
titolo Another Christmas at home, già scaricabile dal sito BandCamp.com all’indirizzo http://
euxautres.bandcamp.com/. Il singolo è disponibile anche in 7” online dal sito http://www.euxautres.com/. g.oc.